
Volevo recensire io questo capolovaro nostrano, piccole meravigliose gemme della nostra arida terra, dove purtroppo troppa superficialità condita da una approssimazione nell'attenzione all'arte diventa sempre più deprimente. Così come i plootoh, recensiti qui qualche post più in basso, anche per Giuseppe Cucè si aprono le porte dell'olimpo dei migliori e originali cantautori italiani. Cantautori veri , quelli che hanno qualcosa da dire , mai banali con una musica di qualità mai scontata. Infischiandosi da sempre dello star system e dei compromessi a tutti i costi,nel suo secondo lavoro, Giuseppe tira meravigliosamente dritto per la sua strada con uno stile particolarissimo che cattura e coinvolge l'ascoltatore lasciandolo in balia di inconsuete e profonde riflessioni. Brani come "Il cielo Blu", la strepitosa "Malena" la splendida "Amica di Traverso" la sorprendente "La Bellezza non c'è" La disarmante "Devi Andare" e l'allegra "Attraversando Saturno" già giustificano pienamente l'acquisto di questo capolavoro del nostro talentuoso conterraneo. Disco di un travagliatissimo parto, voluto con meritata capierbietà, vede la luce nel settembre appena trascorso ed è già in appena due mesi ovunque osannato dalla critica.
Sempre più orgoglioso di essere catanese.
Accursio
Riporto qui una recensione da uno dei tanti siti di critica musicale sparsi nella rete:
Oggi, con “Attraversando Saturno” le sue sonorità sono più pop con sfumature jazz dal gusto retrò.
Romanticismo popolare, eleganza lirica, granelli di Capossela, Bonocore, Tenco, Benvegnù nella stupenda “La bellezza non c’è”, sono tutte stratificazioni di parole e cuori battenti che volano, viaggiano, si riprendono e salgono in verticale, lassù tra gli sconfinati non recinti della vita interiore e quella reale, quella che ci mette la faccia e che magari si scorna per prima; c’è molta semplicità e malinconia nella penna di Cucè, quella malinconia anni Sessanta e giù di li, quei sapori di Cantagiro e night che popolavano lo Stivale e che riempivano le cronace delle prime riviste di massa, quel dolce torpore di intimità e descrizioni poetiche che qui ritornano alla grande, jazzate e rimesse in circolo dall’artista.
Perdersi tra i cordami soffici e jazzati “La luna nel pozzo”, tra i tremori latin Piazzolliani della titletrack, legarsi alla battuta swing che ballonzola vispa in “Amica di traverso” o chiudere gli occhi nel miraggio lontano di “Oleandri e scimitarre” è un incanto senza tempo che da la scansione e la misura di come la canzone d’autore – quella vera intendiamoci – sia in ripresa e col cuore gonfio di cose da dire, e questo disco ne certifica la singolarità e la magia in cui le condizioni per “morirci dentro di piacere” sussistono, specie quando passa di sfuggita “Abissi” in cui la voce di Agata Lo Certo da quel tocco di vita cristallina che ti spalanca le vene.
Capolavoro di un cantautore in odor di santità.
Biografia: (tratta dal sito ufficiale)
I testi raccontano con poetica semplicità la vita filtrata dai sensi e riproposta in musica...Cantautore mediterraneo, raffinato eclettico e contaminato, Giuseppe Cucè traduce in musica la propria vita filtrando il mondo attorno a se con uno stile elegante e mai banale...
Giuseppe Cucè nasce a Catania nel 1972 ed inizia la sua attività artistica nel 2005. La sua formazione musicale spazia dalla tradizione musicale mediterranea, alla tradizione musicale del resto del mondo, dall'estremo oriente al Sud America, dal Marocco alla Grecia. L'inizio del suo percorso da cantante è segnato da artisti che abbracciano il genere della Bossa Nova - Vinicius de Moraes, Jobim e Cesaria Evora. Ma anche da grandi cantautori italiani: Mario Venuti, Ivan Segreto, Franco Battiato, Domenico Modugno, Fabrizio De Andrè e Luigi Tenco. Proprio dedicato a Tenco è il progetto live “Oltre le Nuvole” che nel 2008 da la possibilità a Giuseppe Cucè di farsi conoscere dal grande pubblico e che gli apre le porte ad importanti collaborazioni che lo porteranno fino in Francia. Nel Maggio del 2009, infatti, Giuseppe Cucè parteciperà allo spettacolo interamente dedicato a Tenco ideato e portato in scena al Teatro del Trianon di Parigi da Yvon Chateigner interprete raffinato della musica Francese d'autore, insieme a Cristina Marocco e Dorval'. il 26 ottobre 2009 pubblica l’album “la mela e il serpente” per Edina music, in Francia. l’album è presentato a novembre al pubblico francese attraverso uno showcase al Theatre Du Petit Saint-Martin di Parigi.
Nel dicembre del 2009 viene selezionato dalla commissione di Sanremo nuova generazione 2010 per la fase finale delle audizioni insieme ad altri 70 partecipanti con il brano “ rosa “ scritto insieme al suo chitarrista Antonio Masto, sfiorando la partecipazione al 60 festival di Sanremo.
Il 9 gennaio 2010 Giuseppe Cucè apre il concerto della grandissima Anny Gould al Theatre le Trianon, mentre l’11 gennaio partecipa con uno showcase unplugged alla trasmissione plein sud di Rfi (radio France International). A marzo 2010 partirà con un nuovo tour ( l’alchimista delle rose ) per suonare nei migliori club italiani.
A luglio 2010 partecipa all’open Week festival all’anfiteatro le ciminiere di Catania e ad agosto 2010 parteciperà alla finale del festival della canzone d’autore ( botteghe d’autore ). Giuseppe Cucè Partecipa anche alla colonna sonora del cortometraggio Giovanni Falcone – La mente e il cuore presentato in prima nazionale il 23 maggio 2011 nell'aula bunker di Palermo. Nell’Agosto del 2012 si classifica secondo a uno dei più importanti Festival d’Autore .. BOTTEGHE D’AUTORE 7° EDIZIONE…. L’8 settembre del 2012 pubblica il suo secondo album scritto a 4 mani insieme al suo amico chitarrista Antonio Masto… ( Attraversando Saturno ).