Giuseppe Scaravilli with Malibran
Trasparenze
Dopo anni di attesa esce la nuova fatica discografica di un grande, giovane musicista nostrano, per due decenni leader dei Malibran. Il tempo passa ma la passione per la vera musica rimane, si coltiva e si alimenta. Giuseppe Scaravilli, ormai nome di spicco tra i musicisti catanesi, esce dopo anni di silenzio con un nuovo, splendido album, lavorato e perfezionato negli ultimi anni con estrema tranquillità e cura.
Da polistrumentista quale è Scaravilli suona quasi tutto da solo, avvalendosi però della collaborazione di alcuni componenti dei Malibran, come dell’eccellente batterista Alessio Scaravilli ( il fratello) e dell’altrettanto squisito cesellatore di soli chitarristici: Jerry Litrico, uno tra i più dotati chitarristi del nuovo progressive italico. In alcuni brani fa capolino anche Giancarlo Cutuli istrionico ex fiatista della band.
I Malibran proseguono con una soddisfacente attività live costellata di pub e piazze, ma tutte le idee per le nuove composizioni nascono e si sviluppano nella mente di Giuseppe, che può tranquillamente perfezionare il tutto prendendosi il tempo necessario, visto che ancora oggi, all’età di 42 anni, è libero da obblighi familiari. Il che si è rivelato fondamentale per la buona riuscita di quest’opera, arricchita con gusto da piccole, nuove sonorità ( come l’utilizzo di un violino, suonato egregiamente da Toni Granata), che rendono assolutamente pregiato questo lavoro. L’ album, della durata di oltre 78 minuti, si compone di 11 brani, quasi tutti di oltre 6 minuti.
Trasparenze, brano che dà il titolo all’album, è un concentrato di buone intuizioni che, sapientemente amalgamate, creano un discorso musicale davvero valido. Un convincente inserto di flauto ed una tastiera che richiama nostalgiche reminiscenze crimsoniane introducono la voce, che notiamo essere notevolmente migliorata nella gestione, nella metrica e nel timbro.
Il brano successivo “In Un Attimo” parte con un ottimo intro, che ricorda la prima PFM, e quindi quelle arie crimsoniane che l’influenzavano in quel periodo, mentre il successivo “Vento D’ Oriente” inizia con sonorità arabe che si stemperano in un rock solidamente spostato verso un sound sabbathiano, con un riff a metà tra il dark e il metal e con aperture verso atmosfere orientaleggianti, accentuate da una indovinatissima performance di violino. “Presagio” si distingue per un magnifico solo di Jerry e per il pregevole intermezzo metal;
Assolutamente incantevole è la parentesi strumentale di “Pioggia Di Maggio” che sembra proprio adatta ad un momento di riflessione nostalgica e che ricorda a tutti noi come, con semplicità di idee, di strumentazioni ed effetti, si può costruire un brano veramente degno dei migliori album che hanno fatto la storia del progressive italiano.
La godibilissima “La Marea” scorre leggera ed orecchiabile, con un buon refrain che rimane impresso in mente anche dopo aver finito l’ascolto del disco, segno di una raggiunta maturità compositiva che ottiene ottimi risultati. Le composizioni successive affondano a piene mani nei grandi lasciti del progressive “seventies” internazionale, partendo proprio dalla PFM, passando dai King Crimson, con delle brevi virate verso alcune atmosfere dei Genesis e alcune escursioni alla Camel. Provate ad ascoltare la bellissima “Volo magico”: sembra un brano dimenticato dalla PFM di Jet Lag.
“Promesse Vane” ha quel sapore cantautorale che caratterizza alcuni autori conterranei come Randone e Kaballà; bello il testo e intelligente l’ uso delle acustiche. Il canto è stato trattato sapientemente in studio, riuscendo ad essere particolarmente azzeccato nell’economia del brano. L’intermezzo strumentale di “Gioco Di Specchi” apre la suite finale di 13 minuti, “Pensieri Fragili”, che vede i 4/6 dei Malibran all’opera con un brano che racchiude l’essenza del progressive rivisto e filtrato in chiave moderna.
Insomma, Scaravilli non ci fa rimpiangere i Malibran, sia perché ne è stato da sempre il leader ed il compositore, sia perché l’apporto dei musicisti è ancora presente nei solchi. Le composizioni rimangono all’altezza della nomea che li ha fatti grandi, anche se l’asse compositivo si è leggermente spostato su delle creazioni dal sapore, come dicevo prima, cantautorale. L’anima progressive di Giuseppe Scaravilli è dotata di grande estro e di una vena compositiva invidiabile. Non possiamo che auspicare che il gruppo ritrovi la voglia di far musica insieme, riuscendo a risolvere il non facile compito di saper dividere gli impegni del quotidiano con la meravigliosa passione della musica e della composizione.
Catania 12/10/2008
Accursio Sabella




