ALIAS
THE SECOND SUN
Faccio parte di un gruppo di ascolto formato da 4 amici. Nei nostri incontri bimestrali ci scambiamo novità discografiche, e soprattutto opinioni. Siamo costantemente alla ricerca di particolari uscite e di nuove proposte musicali navigando tra riviste e web. Ed è proprio tra queste ricerche che mi sono ritrovato tra le mani un album di una particolare bellezza di cui non ho resistito a non parlarne.
Un ensemble tutta napoletana. Musicisti provenienti da realtà importanti come la famosa “Orchestra multietnica del mediterraneo” e la nuova formazione di “Napoli Centrale”, gli Alias pubblicano il loro strepitoso esordio discografico con un lavoro di rara bellezza: “The second sun”. Un album concept dedicato allo scienziato serbo Nikola Tesla autore di alcune teorie sulla produzione e l’uso di energie alternative al tempo non apprezzate e sottovalutate.
L’album apre con “Red Six” 4 minuti in cui si capisce già il calibro e la professionalità dei musicisti coinvolti. Una ritmica travolgente, ad opera di un superlativo Ezio Felaco al basso e di un pirotecnico Fredy Malfi alla batteria (attualmente membro dei "Napoli Centrale" di James Senese), inietta all’ascoltatore una irresistibile incapacità a rimanere immobili senza battere in qualche modo il ritmo, mentre una azzeccatissima linea vocale non cantata ci riporta negli anni 70 quando gli “Arti & Mestieri e il Baricentro” creavano i loro capolavori. Ma è dalla seconda traccia “Pitch Black” che la Band sfodera l’asso dalla manica. Un semplice “giro “da Rock’n’ Roll viene assolutamente stravolto, arrangiato, rielaborato e trasformato in un brano di 8 minuti in cui le competenze, l’esperienza e il mostruoso talento della pianista, tastierista e vocalist Romilda Bocchetti prende il sopravvento e guida la band nella costruzione di una piccola gemma di prog Jazz rock!!! L’album prosegue con una track list di assoluta pregiata caratura. "Mediterraneo Prog" è un fantastico esempio di come possano coesistere Etnico, Prog e Jazz. Malinconica e allegra allo stesso tempo con ragionati cambi di ritmo che costruiscono una musica che fa sognare e riflettere. Ma è in “Danza dei due Mondi” dove lo strepitoso Giovanni Guarrera esce allo scoperto con sua indiscutibile maestria con l’acustica, infarcendo il brano con venature mediterranee ardite e originali. Una peculiarità che contraddistingue gli Alias è la loro capacità di utilizzare dei semplici giri armonici per trasformarli in qualcosa di incredibilmente accattivante, nuovo, originale e prezioso. All’interno dell’album si trova del flamenco, ritmi africani, samba, tarantella ecc.... il tutto sapientemente miscelato e dosato con perizia e arguzia. Un piccolo accenno volevo dedicarlo alla bellissima “The Second Sun” un fulgido esempio come si può trasformare un piccolo e breve accenno ad un brano famosissimo (non dirò quale) senza farlo quasi riconoscere e rendendolo incredibilmente altrettanto affascinante! Chiude “Samsara” (termine Buddista che spiega il ciclo della reincarnazione) che forse meglio descrive e rappresenta in 4 minuti quanta perizia e quanta capacità possiede la band nelle cui anime confluiscono e coesistono musica classica, musica etnica, Jazz e Rock sapientemente amalgamate e in cui viene prodotta una musica particolarmente rigogliosa e emozionante .
Accursio Sabella


