domenica 11 maggio 2014

Conqueror - Stems












Una copertina rosso porpora, abbastanza inquietante, spicca nella versione cartonata dell'ultima fatica discografica dei Conqueror.
Da sempre ho affermato che la musica creata debba provenire dal cuore e non dalla freddezza di calcoli, da scadenze o da pressioni discografiche. Ci son voluti ,quindi,  quattro anni ai Conqueror per produrre l'ennesimo ottimo album che conferma una vena compositiva assolutamente invidiabile.
Tante novità caratterizzano questo nuovo disco:
Il nuovo ingresso al basso di Peppe Papa, che già dalle prime note mostra quella necessaria incisività che da una nuova impronta più Rock rispetto al passato e che sicuramente ha giovato non poco al nuovo sound della band.
Un nuovo chitarrista,Ture Pagano, dotato di un raffinato gusto solistico che attraversa con grande perizia, le intrigate trame tastieristiche create dall'incredibile Simona Rigano.
Un impeccabile lavoro di editing e mixaggio hanno contribuito alla perfetta riuscita di quest'album ben suonato e registrato,grazie anche ad un particolare timbro della batteria dell'instancancabile e bravissimo  "Deux Ex Machina" , Natale Russo che per l'occasione ha usato una rarissima Tama Starclassic "Simon Phillips 30th Anniversary Kit."
Le grandi fughe strumentali che occupano gran parte del disco vedono rincorrersi chitarra e tastiere con gusto e intelligenza conferendo ad ogni brano un sapore diverso. Gli otto brani che apparentemente non hanno un filo comune, descrivono invece come il passare del tempo possa in ognuno di noi modificare la percezione della stessa realtà. Grande peculiarità dei Conqueror è la voce solista. Il particolare cantato , esclusivamente in Italiano, rimane il vero marchio identificativo della Band. Ma è l'utilizzo e la creatività di Simona alle tastiere, che rapisce l'ascoltatore. A tratti sembra ricordare Banks, in altri Emerson ed in altri ancora Vittorio Nocenzi. Una bravura ed un estro indiscutibile. I Conqueror con questa ultima magnifica release confermano ad oggi , qualora ce ne fosse ancora bisogno, di essere tra le poche migliori band attuali rimaste in Italia nel progressive rock.

Accursio Sabella