Le sorprese più belle accadono all’improvviso quando meno ce li aspettiamo e sono sempre foriere di memorabili emozioni. Una di queste è stata incontrare e conoscere, seppure solo nel web, Barbara Rubin.
Musicista dotata di indiscusso
talento e di un invidiabile percorso professionale nel campo musicale, Barbara
ci regala con la sua terza uscita discografica, un meraviglioso affresco di
sensazioni.
Eccellente polistrumentista, con
alle spalle partecipazioni in ambito rock progressive italiano e opere
discografiche di vario genere; vincitrice di concorsi e con partecipazioni in
festival europei come olanda e Regno unito, Barbara accumula un poderoso
bagaglio d’esperienza che con “THE SHADOWS PLAYGROUND”, riesce a coinvolgere l’ascoltatore
fin dalle prime note per la “freschezza” delle melodie e per il particolare
gusto compositivo.
L’album è sottotitolato “Piano
Works”, proprio perché si tratta di composizioni create al, e per il,
pianoforte. Già giovanissima docente di musica in più istituti musicali,
appassionata di musica colta fin da piccola, miscela sapientemente
un’invidiabile creatività con un’indiscussa esperienza compositiva.
Già con l’ascolto del primo brano dell’album
“Endless Hope” ci si ritrova immersi in un nuovo e particolare stato d’animo
mentre in “Sunrise Promenade” un meraviglioso violino riesce a trascinare la
nostra immaginazione verso orizzonti lontani, verso crepuscoli colorati di una
serenità primordiale. Testi in inglese curati e profondi in cui spesso si parla
di un amore filosofico e spirituale.
Tutti i brani hanno qualcosa in
comune come il tema della speranza, la rinascita e la spiritualità. Cito sue
testuali parole molto profonde e significative che ho avuto modo di raccogliere
da una mia mini intervista effettuata tramite Web e che descrivono
perfettamente le emozioni che sgorgano all’ascolto dell’album: “Sono dei brani
che guardano avanti, oltre il buio delle difficoltà, cercando una luce che solo
il futuro può dare. La vita offre la possibilità di rimediare agli errori, di
superare i dispiaceri anche se serve lottare e volerlo. La speranza è un dono
che bisogna avere il coraggio di accettare ed è un punto di partenza. E’ una
visione.” Rimango assolutamente convinto nell’affermare che quando un’anima è
davvero raffinata e sensibile, riesce a tramutare le proprie sensazioni e le
proprie emozioni in arte, a “leggere “il mondo circostante con occhi diversi,
ed a interpretare e scoprire sempre nuove visuali.
Barbara oltre ad essere un attenta
indagatrice dell’animo umano è detentrice di quella necessaria e indispensabile
curiosità che alimenta una continua ricerca della verità, della conoscenza di
se stessi e dello sviluppo del sentimento religioso nell’uomo.
Un curatissima e intrigante
copertina, ed un ricco booklet corredato da splendide foto ad opera della
bravissima Simona Sottocornola, completa un album di brani pervasi da una
profonda introspezione, dove l’autrice oltre a sfoggiare grande maestria nel
suonare tutti gli strumenti, curandone il missaggio, la registrazione e la
produzione nel proprio studio d’incisione, avvalendosi in alcuni momenti della
splendida voce di Andrea Giolo, descrive e dipinge la propria anima in modo
assolutamente e meravigliosamente spirituale.
Album è frutto di una preziosa e
“palpabile” ispirazione, capace di trascinare l’ascoltatore in mondi diversi
attraversando paesaggi sempre nuovi. Brani dotati di una propria forza
“visiva”, mai banali che non stancano anche dopo innumerevoli ascolti.
Assolutamente consigliato ai “palati” fini.
Accursio Sabella

