venerdì 26 luglio 2019

Lunga e indiscutibilmente fruttuosa è stata l'attesa per l'ultimo lavoro discografico dei Conqueror.
Ancora una volta dalle "difficili" terre siciliane, dove la buona musica fatica ad emergere, germoglia una ennessima gemma discografica di non poca caratura.
Dopo i concept " 74 giorni " del 2007 dedicato a Ambrogio Fogar ed al suo compagno di viaggio , il giornalista, Mauro Mancini che descrive la disavventura del naufragio nell'oceano Atlantico, ed al concept " Madame Zelle" del 2010 che narra della famosissima e bellissima spia russa Mata Hari , adesso è la volta di " In Orbita".
Già dal primo ascolto dell'album, composto da solo 45 minuti, si percepisce, con una certa soddisfazione, che la vena creativa della band non si è assolutamente esaurita. Ben vengano queste lunghe pause di attesa se servono a maturare idee e composizioni così preziose.
"In orbita" parla di Jurij Gagarin cosmonauta e primo uomo nello spazio che nel 1961 in un volo orbitale intorno la terra, pronunciò la famosa frase “Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini”.
la formazione che vede il nucleo fondatore del progetto nel principale compositore / batterista Natale Russo e in Simona Rigano, meravigliosa e talentuosa tastierista progressive, ritrovano il grande Tino Nastasi, chitarrista dotato di un pregevole gusto solistico già "vecchia" conoscenza dal periodo di "Storie Fuori Dal Tempo" . Al basso un puntuale e preciso Edoardo Ragunì , mentre ai fiati fa la sua prima apparizione nell'organico la giovane e dotata fiatista Sofia Ferraro che sostituisce in modo impeccabile la precedente Sabrina Rigano. Ottima performance anche da parte dello "Special Guest" Giovanni Alibrandi al violino.
"In orbita" è il frutto di un faticosissimo lavoro curato magistralmente e meticolosamente dall' instancabile Natale Russo che oltre ad essere il quasi totale compositore di tutte le musiche e delle strutture dei brani, gestisce un proprio studio di registrazione, rivelandosi un eccellente Sound Engineer , direttore artistico nonchè produttore esecutivo del progetto.
Magnifico collage di sensazioni con l'intro di " Fino al Limite" dove alla voce eterea di Simona , oramai marchio di fabbrica conqueror, si alternano con fasi diverse, momenti jazzati con intelligenti aperture sinfoniche di ampio respiro. Bello il tema portante In "Cerca D'Ali" dove si puo gustare il pregevole lavoro ai fiati della debuttante Sofia. A metà del brano si cambia registro. Sembra essere catapultati nello spazio , dove mistero e ansia coinvolgono l'ascoltatore regalando una bella sensazione. " Verso Un Nuovo Mondo" vede una bella intuizione Jazz- Rock catturare l'attenzione con uno sviluppo solistico del sax e del violino che lascia quella piacevole sensazione di viaggio teso alla scoperta , appunto di un nuovo mondo. "Kedr" è il soprannome che Juri volle usare per la sua missione. Il brano si dipana inizialmente in una cupa ritmica magistralmente guidata da Natale che supportato dall impeccabile basso di Edoardo descrive gustose strutture geometriche. Qui il synth si Simona finalmente reclama il proprio spazio lanciandosi in un solista di grande pathos. Altra Suite di più di 8 minuti è : " Un disegno perfetto" . Un intro di piano acustico ci proietta in una dolce melodia che man mano si evolve in altre nuove sensazioni che raccontano l'esperienza vissuta dal protagonista nello spazio.
"09:07 a.m." (orario di partenza della missione) è una piccola sensazione di un minuto e mezzo che vuole raccontare la solennità della partenza nello spazio , prima esperienza umana con l'incognita del ritorno. Con la dolce " Star On The Moon" fa capolino la lingua inglese nei cori.
Brano più accessibile e orecchiabile dell'album, con ottime e raffinate intuizioni pop.
In conclusione , il loro sesto album della loro lunga carriera di circa 25 anni , non delude le aspettative anzi, sebbene i brani sono improntati su una visione più introspettiva e intimistica del personaggio protagonista del concept , il disco regala pregevoli aperture sinfoniche, grandi momenti di pathos e intelligenti collage di vari stili. Il tutto impreziosito da un meraviglioso gusto solistico ad opera del ricco organico costituito da fiati, violino, tastiere e chitarra.
Un disco assolutamente da avere e ascoltare spesso...... per "viaggiare" insieme a Jurij.
Accursio


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